Rosamaria Brioschi

Trasporto emotivo in mondi irreali e fantastici.

 Restart per l’ artista del mese ha il piacere di presentare Brioschi Rosamaria.

Rosamaria Brioschi nasce a Monza il 26 dicembre 1951 . Alle elementari si accorgono che già è molto portata al disegno , amore che coltiva anche a casa guardando il padre dipingere.

Suo papà ha conseguito un diploma di disegno e l'amore all'arte Rosamaria lo ha ereditato da lui. Il colore le pennellate sulla tela tessono una meravigliosa favola che appare poco alla volta sino alla completa esecuzione. Ha deciso, studierà pittura! Alla fine delle scuole medie vuole frequentare l'Accademia di Belle Arti di Brera a Milano". Ma i suoi sono molto protettivi con lei, si accordano per il Liceo Artistico presso " l'Istituto del Prezioso Sangue" di Monza, poi deciderà se continuare o no.

Nel 1969 dopo la Maturità, conseguita a luglio, a settembre fa l'esame di ammissione all'Accademia di Belle Arti di Brera, non ha compiuto ancora i diciotto anni. Studia nel corso di pittura con Pompeo Borra , Manfredi, Ilario Rossi: Pittura ,Storia dell'arte , Anatomia ,Incisione, Fotografia . Già dipinge da qualche anno partecipando a vari concorsi di pittura dal vero, con impronta impressionista.

Il primo anno viene notata dal pittore Pompeo Borra che alla fine dell'anno Accademico la invita con un altro allievo al suo studio per la ripresa dei corsi. Purtroppo durante l'estate viene a mancare il suo mentore Pompeo Borra che la chiamava simpaticamente la sua" Preziosina" ed anche un poco di quella fortuna che serve molto nell'ambito artistico. Comunque Rosamaria non si abbatte e continua a studiare , dipingere e partecipare a mostre collettive e a Concorsi Nazionali ed Internazionali, distinguendosi e classificandosi varie volte vincendo premi. Le tematiche prime partite dalla visione della donna , soggetto primo e solitario ,ambientata in posti surreali ed onirici illuminati da sfere li luce, lasciano posto a soggetti altrettanto reali ,fiori , cavalli, piante, ma estrapolati dalla realtà del mondo ed immersi in luoghi paralleli alla realtà , fiabeschi. 

Le donne lasciano dunque il posto a scoperte di paesaggi con atmosfere e colori notturni , punti di vista interiori che affiorano dall'anima e si esprimono sulla tela ,immancabile ,come per le donne ,una luce che illumina le tele, diafana e lunare. Dopo l'Esame di Laurea nel luglio 1973 si iscrive lo stesso anno al Corso di Scenografia condotto da Tito Varisco scenografo alla Scala. Studia così Storia del Teatro , Storia della musica ,del balletto, costumistica ed altro. Gli orizzonti che sognava non si aprono davanti a lei ma si chiudono e raggiunge la maturata ma dolorosa decisione di guadagnare una indipendenza economica non in campo pittorico ma nel campo di designer d'arredamenti. La sofferta decisione le crea uno strappo doloroso , un vuoto ed un senso di fallimento che la porteranno ad una depressione. Ci vogliono alcuni anni prima che riesca a riprendere la pittura. dopo gli ultimi lavori dai colori molto scuri ,le nuove tele vedono una luce più chiara, i colori sono più brillanti e si intravede una nuova vitalità, mantenendo comunque la natura surreale dei soggetti che sente sua profondamente. Parallelamente al lavoro ad olio porta avanti un mondo in bianconero, lavori a china che accentuano con la severità del materiale, il trasporto emotivo in mondi irreali e fantastici. Le sfere di luce prendono forma tridimensionale e vita propria, raccontando emozioni e sentimenti.

Potete trovare l’opera di Rosamaria Brioschi esposta presso il Punto Arte #immobilArt in Via dei Mille a Monza

 
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